Storia dei Fari

Lanterna Montorsoli – Messina 1901

Il loro fascino è ineguagliabile da qualsiasi angolazione li si osservi, da sempre destano un interesse non indifferente agli occhi di chi li osserva: che meraviglia I FARI!
Nonostante la loro presenza sulle coste del mondo sia antichissima l’ufficializzazione e la regolamentazione del segnalamento marittimo italiano la si deve a Vittorio Emanuele II che il 12 maggio 1868 istituisce la “Reale Commissione dei Porti, Spiagge e Fari“; nel 1873 il Ministero dei Lavori Pubblici realizza “l’album dei fari” in cui vengono elencati quelli già realizzati ed in fase di realizzazione evidenziandone tutte le caratteristiche; successivamente l’Ufficio Centrale Idrografico della Regia Marina pubblica il primo elenco completo dei fari italiani.

La prima legge ufficiale italiana riguardante i Fari è la n. 3095 del 2 Aprile 1885 che affida al Consiglio Superiore del Ministero dei Lavori Pubblici la redazione del “Programma organico dei fari nazionali” e “Elenco dei Fari e Fanali italiani” contenente i fari ed i segnalamenti delle coste italiane .
In questi anni i Fari italiani da circa 50 (già esistenti prima del 1868) passarono a più di 100; fra quei 50 vi è il Faro di Punta San Raineri collocato nella Zona Falcata della città di Messina.
Vista la loro posizione strategica sotto l’aspetto militare i Fari vengono affidati al Ministero della Marina Militare con il decreto 568 del 17 luglio 1910; al Ministero dei Lavori Pubblici (Infrastrutture) verrà lasciato il compito di costruzione e riparazioni straordinarie degli stessi; in realtà il passaggio avverrà ufficialmente con il Regio Decreto n. 294 del 1 luglio 1911.

La Marina Militare entrata in pieno possesso di tutte le strutture italiane le riorganizza modificandole secondo le proprie esigenze, decide anche di creare l’Ispettorato dei Fari e dei Segnalamenti Marittimi con sede a Napoli a cui affida il compito di progettare e rimodernare sia la parte strutturale che i congegni ottici ; il territorio viene suddiviso in 8 zone denominate “Comandi Zona Fari” e nel 1915 viene emanato il primo regolamento militare peri il Servizio dei Fari e del Segnalamento Marittimo.

Durante la seconda guerra mondiale furono ingenti i danni che parecchie strutture subirono in quanto considerate obbiettivi strategici.Terminata la guerra si riorganizzò l’assetto dei fari  recuperando tutte le strutture danneggiate, i lavori di ripristino durarono fino al 1965. Dal 1966 l’Ispettorato dei Fari e del Segnalamento Marittimo passò sotto le dipendenze del Capo di Stato Maggiore della Marina con sede in Roma supportato dall’Ufficio Tecnico dei Fari con sede presso l’Arsenale Navale di La Spezia. Vi fu una nuova divisione delle zone ed a Messina nella zona di S. Raineri vi fu collocato il Comando di Zona della Sicilia che tutt’oggi ha il compito di gestire la segnaletica marittima e effettuare la manutenzione delle costruzioni avvalendosi di personale civile e militare.